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13 marzo 2006

Una giornata particolare!

Come nel film di Ettore Scola dal titolo omonimo... una giornata particolare è un giorno normale (nel film un sabato nel ventennio fascista con relativa adunata) in cui in un qualunque luogo del mondo (sempre nel film un quartiere popolare di Roma) succede qualcosa di particolare.
Nel mio caso il giorno normale è un sabato del quinquennio SFASCISTA (per fortuna verso la fine), in cui sempre a Roma, però sta volta nella piazza con la P maiuscola, ossia piazza della Repubblica (già  Esedra) come citano sempre le locandine delle manifestazioni,succede qualcosa di particolare, ossia  si ritrovano qualche migliaio di giovani per dire no a una legge ed un sistema che vuole colpevolizzare (troppo!) chi si fuma uno spinello. Il MAnifesto dice che erano 50000, la questura 10000 e Rete Quattro dice che erano 45 (battuta riciclata , ma sempre di grande effetto!).
E' stata una giornata davvero particolare. almeno per me...negli ultimi anni passati a Roma avrò partecipato a diverse decine di cortei, manifestazioni. sit-in e varie altre forme di protesta, anche questa volta c'ero, sono partito da Lecce per essere lì, ed avevo lo stesso entusiasmo delle altre volte. MA una volta al corteo, o meglio alla Street Parade, mi sono sentito fuori luogo (un pò, per tornare a fare paragoni col film in questione,come i momenti di nonAMORE tra Sofia Loren e Mastroianni, lei madre modello per il regime e lui giornalista radio omosessuale).
Eppure ero lì con i soliti amici e compagni, con la stessa bottiglia di vino e lo stesso tabacco da arrotolare mentre si camminava stancamente verso la meta; ma il resto intorno mi sembrava estraneo, non mi apparteneva, non mi apparteneva la musica tekno (spero si scriva così) vomitata dai grossi camion-carri, non mi appartenevano molte delle droghe che giravano.
Comunque c'ero con il mio carico di responsabilità e la mia coscenza politica e sociale per dare il mio piccolo contributo.
A un certo punto mi si avvicina un cinquantenne con zaino in spalla, accento milanese e diversi litri di tavernello in corpo, mi guarda, si guarda intorno cercando un pò di solitudine e mi parla.Mi dice che ste manifestazioni non hanno più senso, che è il sistema che ci spinge a manifestare per autoalimentarsi e addirittura per dare lavoro ai due elicotteri della polizia che ci girano in testa come avvoltoi in attesa che ci prenda la morte per sete e alle altre svariate migliaia di celerini presenti sul posto. Ci giudica, dice che viviamo cercando di imitare gli anni 60 e 70 e che è tutto inutile...lo ascolto anche se non condivido le sue parole, ma con una frase mi strappa un sorriso e dal mio punto di vista sta volta non posso proprio dargli torto. RIporto la frase così come la ricordo: "Ueh...anche noi le facevano ste cose qui negli anni settanta... ma allora avevamo come colonna sonora i Rolling Stones, Bob Dylan...ascolta adesso ste cose qui...manca la dolcezza!"
Si è allontanato il mio poeta metropolitano ed io facendo un tiro ad uno spinello torno a vivere il mio tempo.




permalink | inviato da il 13/3/2006 alle 18:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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